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Il giardino di Irene Brin

2011 - Sasso di Bordighera

Clicca sulle diverse zone del giardino nella mappa qui sotto per visionare la relativa foto gallery per un totale di 35 foto.

 

Un invito raccolto dall'artista Maria Dompè, a trasformare uno spazio inaccessibile, già coltivazione di palme, in un sito dedicato alla fruizione della cultura del verde.

Una sfida impegnativa per dare un nuovo volto all'area insistente la dimora in Sasso di Bordighera di Irene Brin. Un progetto realizzato nel corso di più anni con la collaborazione di una equipe affiatata e sensibile.

Un giardino non tradizionale interamente rimodellato modificando i livelli dei piani di calpestio, tonnellate di terra modulata in differenti quote con sensibilità scultorea e paesaggistica. Un'opera d'arte di dimensioni rilevanti: elementi di scultura lapidea adagiati in sinuose, variforme, modellazioni a manto erboso, compongono un'oasi di elegante scenografia contemporanea, omaggio a Irene Brin, giornalista e scrittrice di indiscusso charme e stile.

Un giardino: la storia stratificata nelle pietre, un collezionista che proprio con l'arte intende lasciare traccia di una storia familiare, una continuità di intenti rispetto a ciò che Irene Brin aveva istituito. Un testamento spirituale da riproporre con nuovo impulso.

Sasso di Bordighera: un sito unico, la cui singolarità nasce dal forte legame con i suoi abitanti, attenti difensori di una tradizione di cura dell'ambiente urbano.

Con capacità di sintesi e nel totale rispetto delle tradizioni storiche del "verde" anche e sopratutto del luogo, la Dompè realizza una moderna interpretazione di parco. Coniugando muri a secco con pietre antiche, modellazione artistica della terra con contaminazioni floreali, alberi secolari con sculture marmoree, disegna un giardino di incisiva potenza e fluidità. Percorsi di armonia verdeggiante e spazi intimi ove sostare per fruire della seduzione e l'equilibrio delle forme naturali. Tracce di memorie del passato: l'orto, come la famiglia definiva lo spazio, ha maturato i suoi frutti culturali trasformandosi in giardino dell'anima.

Pierre

Opere scultoree integrate nel giardino:

Titolo:
VIRTUTE E CONOSCENZA

Aerea interessata: mis. m. 30 x 10
Opera del 1991
Materiali: travertino, corda, modellazione del terreno e prato
Iscrizione incisa nella pietra:
"o gente umana per volar su nata / perché a poco vento così cadi?"
Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, XII, 95-96.

Con questa opera in travertino romano la Dompè propone il recupero della cultura classica, filtrata attraverso la personale reinvenzione di una classicissima colonna, vuota e divisa in blocchi a loro volta sezionati longitudinalmente. I frammenti sono collegati da una fune e si snodano con una modellazione ellittica del terreno. La base e il capitello della colonna conferiscono ai blocchi posti a terra un ordine compositivo e suggeriscono una possibilità di ricostruzione dell’elemento architettonico, sempre inteso come supporto: la colonna rappresenta l’asse della costruzione, ne collega i diversi livelli garantendone la solidità. La struttura stessa della colonna suggerisce un ideale apparentamento all’elemento vegetale dominante su cui poggia: un basamento ellittico, un'ideale forma oculare, un occhio aperto alla scenografia accattivante della natura. Un monito sulla caducità umana che trova esatta collocazione in un contesto ove la natura riverbera il proprio vigore, il primordiale dominio sull'uomo.

Titolo:
FACILIUS NATURA INTELLIGITUR, QUAM ENARRATUR (Seneca)
"più facilmente la natura si comprende,di quel che si possa ad altri spiegare"

Aerea interessata: mis. m. 80 x 9
Opera del 1992
Materiali: travertino, modellazione del terreno e prato

Quattro elementi cilindrici di travertino, dalla superficie scabra come grossi sassi, si alternano tra le palme disposti su una modellazione a verde che li unisce idealmente, determinando un viatico emozionale legato alla sacralità della natura. Quattro simbolici "mandala", strumenti di antica sapienza idonei a intraprendere percorsi di consapevolezza all'interno del proprio Sè, unificati metaforicamente da un cammino a verde, incipit di quei percorsi cognitivi. L'antico palmeto sfrondato e purificato accoglie le pietre con trascendente armonia: un ripristino di ancestrali equilibri naturali.

Titolo:
NOSCE TE IPSUM (Socrate)
"conosci te stesso"

Aerea interessata: mis. m. 20 x 11
Opera del 1995
Materiali: travertino, modellazione del terreno e prato
Iscrizione incisa nella pietra: "nosce te ipsum"

Un'immagine dal forte impatto meditativo che recupera il rapporto e il contrasto fra la pietra e l'acqua, inserita in uno spazio rimodellato e arricchito da nuove piantumazioni. Lastre di travertino spezzate, adagiate, "galleggiano" con insolita leggerezza acquatica. Riflesse in una sfumatura più intensa del colore stesso della pietra, alternate al candore dei fiori di ninfea, sintetizzano la trama di un percorso più o meno regolare. I blocchi verticali in travertino, creando un senso di sospensione, svelano il pensiero alla base dell’opera: la massima socratica “conosci te stesso”. Un invito a meditare, a sostare, accompagnati dalla melodia della natura: il gracidare delle rane, dal crepuscolo alla notte, scandito dai tocchi temporali del campanile della chiesa di Sasso sovrastante il giardino. Un tempo senza tempo dove la natura amplia il suo ciclo infinito.

Titolo:
EST PABULUM ANIMORUM CONTEPLATIO NATURAE (Cicerone)
"è pascolo dell'animo la contemplazione della natura"

Aerea interessata: mis. m. 40 x 60
Opera site specific ultimata nel 2011, con modellazione del terreno, pietra, prato

Un lavoro radicale di intervento sul terreno. Il "bosco" inestricabile di palme, svelato, mondato e diradato con efficace modifica dei livelli, trasformando il sito e permettendo una singolare visione del paesaggio. Pietre per sedersi, spazi meditativi, evidenziando i preesistenti muri a secco, questa porzione di giardino rappresenta una felice sintesi tra tradizione e visione contemporanea. Il prato e le palme dominano, la cromia dell'indaco del plumbago e dei gerani rosa incorniciano l'unicità sinuosa del verde. Forme plastiche si alternano a pietre antiche di marmo rosso porfirico, marmo bianco e peperino. Pietra e prato, prato e pietra, modellati con fluidità di forme, alternate con ponderata ricerca, creando curve armoniose. Una figurazione a goccia con al centro l'antico pozzo di irrigazione, esalta il simbolismo dell'acqua. L'acqua è "ab initio" il soffio vitale, rappresenta il prana, in quanto dono del cielo è simbolo di vitalità e fecondità. Strumento di purificazione rituale, risiede nel cuore del saggio come fonte di conoscenza. Simbolo cosmogonico, sorgente di rigenerazione spirituale, avvia all'eternità.

Le onde del terreno si muovono, richiamando l'energia dell'acqua, disegnando un mare di verde, introducendo una dialettica con la natura di remota memoria. Una sorta di béodo contemporaneo che rievoca obsolete tradizioni ed inaugura una moderna fruizione dello spettacolo della natura.

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