In occasione della serata inaugurale, il coro femminile Hildegard von Bingen, fondato e diretto da Tiziana Fumagalli, ha eseguito alcuni brani tratti dal repertorio della Santa. Una musica corale, spirituale, registrata per essere replicata anche durante la visione dell’opera.
Dichiara Elena Di Raddo presentando il lavoro effimero (per quello permanente: vedi n°71):
“Per Maria Dompé la ricerca del bello e dell’armonia non avviene solo attraverso i codici delle arti visive, quali forma e colore, ma nella creazione di una condizione di energia vitale e di equilibrio spirituale. Nelle sue opere si coglie un approccio dinamico ed evolutivo, in cui la dimensione temporale è parte integrante e fondamentale dell’opera. Così nei due interventi ideati per Villa Carlotta e dedicati a ‘tutte le donne che non hanno la possibilità di realizzare i propri sogni’, il tempo è, appunto, uno dei motivi fondanti.
L’intervento ambientale effimero, realizzato per l’inaugurazione, ha avuto una breve durata: quella dettata dal ciclo vitale dei petali di rose bianche e di fiori del giardino di Villa Carlotta composti con armonia e delicatezza cromatica nella Sala dei Gessi insieme a riso e frammenti di tessuto. Un lavoro di arte relazionale, nato a seguito di un workshop realizzato dall’artista romana all’Accademia di Brera con alcuni studenti del corso di Cultura tessile della prof.ssa Livia Crispolti. Tra le tessere bianche di tessuto di cotone indiano, composte in una forma circolare aperta, ci sono infatti disegni, ricami e scritte realizzate dalle ragazze dell’Accademia, che esprimono il loro pensiero sulla condizione della donna. In molti paesi del mondo le donne non hanno alcuna possibilità di studiare, lavorare, realizzare i propri sogni, schiacciate e represse da una feroce cultura maschilista. Condizione, che, purtroppo, è riscontrabile ancora troppo spesso anche nella nostra evoluta cultura occidentale, dove atti violenti, retaggio di una vecchia cultura patriarcale, anche proprio nei giovani, sono cronaca quotidiana. Tali azioni, amplificate dai social, costringono molte donne a dover lottare tutti i giorni per conquistare il proprio spazio nel mondo. Tale tema non viene però affrontato con un linguaggio diretto ed esplicito, ma con la sensibilità dell’arte di Maria Dompé nella creazione di uno spazio armonioso e in perfetta simbiosi con la storia antica delle sculture neoclassiche disposte lungo le pareti della sala: i materiali sono adagiati a terra a creare la forma di un cerchio aperto, che non si conclude ai lati, ma sembra proseguire oltre i confini delle pareti.
Il bianco dei tessuti, che ricordano i saree (sari) indossati dalle vedove indiane, costrette in alcune caste ad annullare se stesse dopo la scomparsa del marito, si associa al rosso di alcuni petali distribuiti ai bordi della composizione, che si annulla nel blu dei petali di ortensia al centro. Simbolo dell’armonia cosmica e spirituale”.
Dichiara Maria Dompè: “Educhiamo le nuove generazioni all’armonia contagiosa della Natura, all’efficacia di un rinnovato equilibrio tra l’umanità e la Natura stessa. Se tramite i fiori riuscissimo a coltivare la gentilezza d’animo, il pianeta intero respirerebbe un’aria nuova di tolleranza. Donare un fiore per riaffermare il valore dei sentimenti. Una, dieci, cento, Ville Carlotta come manifesto di una nuova cultura del verde e del rispetto reciproco!”.












